Lo svezzamento senza pappe

19/12/2017

Ciao super mamme!

oggi vi parlo dello svezzamento “senza pappe” che è stato un successone con Giuditta ed Edoardo, e di come mi organizzo per servire ogni giorno un piatto diverso e completo. Prima di iniziare, faccio una breve premessa: tutte le informazioni di questo post non vogliono assolutamente sostituire le orientazioni del vostro pediatra/nutrizionista, che andrà comunque consultato prima di avviare o modificare lo svezzamento del vostro pulcino. Buona Lettura!

L’abc dello svezzamento “senza pappe”

Ho iniziato lo svezzamento dei miei gemellini a sei mesi compiti, quando i bambini riuscivano a sedersi nel seggiolone e manifestavano un palese interesse verso il cibo. La pediatra e la nutrizionista qui in Brasile mi hanno consigliato di evitare le pappe, troppo liquide, proponendo fin da subito con un piatto completo e dalla consistenza morbida, ma non troppo liscia, per favorire e “indurre” la masticazione spontanea degli alimenti. 

Mi è stato spiegato che, se fino ai cinque mesi la principale attività del bimbo è deglutizione per il cibo liquido, ai sei mesi di vita, indipendentemente dalla comparsa dei primi dentini, il bimbo inizia a comprendere la masticazione-deglutizione. Offrire al bambino cibi di varie consistenze lo aiuta a partecipare in modo più attivo e consapevole alla sua alimentazione e alla maturazione neuro-sensoriale; che lo porteranno a coordinare sempre meglio: cervello, mano, lingua, bocca, masticazione, deglutizione.

In alternativa alla solita pappa,  si puo’ preparare un vero e proprio “pasto” in miniatura: una volta cotti tutti gli alimenti basta impiattare e schiacciare accuratamente con la forchetta, senza l’uso di frullatore, fino ad ottenere una buona consistenza, non troppo liscia!  Di seguito, il piatto dei miei bambini di 7 mesi contenente: cous cous al sugo di pomodoro fresco, pollo in umido, fagioli, broccoli, carote ed um mestolo di brodo vegetale fatto a casa. Accanto, lo stesso piatto dopo aver schiacciato con la forchetta tutti gli alimenti, rendendoli della consistenza giusta per favorirne e “indurne” la masticazione spontanea.

Ricapitolando, il piatto dei miei bimbi è composto da:

  • carboidrati: riso, pasta di semola di grano duro e derivati, mais o polenta, quinoa, avena, patate, patate dolci
  • proteine vegetali: fagioli (cannellini, borlotti, rossi, neri, azuki, dall’occhio) ceci, lenticchie, piselli
  • proteine animali: vitello, manzo, pollo, uova e pesce (meglio se pesci piccoli di carne bianca)
  • verdure di stagione, meglio de biologiche (carote, zucca, zucchine, etc.)
  • verdure di stagione a foglia scura, meglio se biologiche (cavoli, broccoli, spinaci, cavolfiore, etc.)
  • grassi buoni: olio EVO
  • componente liquida: se vedo che il piatto rimane troppo “asciutto” aggiungo un mestolo di brodo vegetale fatto in casa, o l’acqua di cottura dei fagioli, o semplicemente acqua tiepida, ma senza frullare!

Ho introdotto gli elementi del pasto gradualmente, iniziando con la verdura bollita il primo giorno, a cui ho aggiunto una patata bollita il secondo. Il terzo giorno ho introdotto i legumi, e così di seguito, fino a raggiungere il pasto completo. Per il primo mese ho offerto solo pranzo (insieme alla colazione e la merenda a base di frutta) e a partire dal settimo mese, ho preparato anche la cena.

Proteine vegetali e/o animali?

Premesso che scelta di introdurre o meno proteine animali nella dieta dei nostri piccoli dipende molto dalle abitudini alimentari di mamma e papà, e dalle orientazioni del pediatra, si puo’ combinare o alternare carne e legumi.

Il consumo di legumi abbinati ai cereali rappresenta di per sé un binomio proteico perfetto. I legumi sono un’ ottima fonte di proteine vegetali, ricchi di quegli aminoacidi essenziali di cui invece sono carenti i cereali integrali, e vice versa: insieme formano un mix proteico paragonabile alle proteine di origine animale.  I legumi anche sono anche ricchi di ferro, la cui assimilabilità è però decisamente inferiore rispetto a quella di qualunque tipo di carne. Possiamo rimediare aggiungendo vitamina C, che potenzia l’assorbimento del ferro non-emme, basta aggiungere e condire i legumi con qualche goccia di succo il limone. Se volete più informazioni sullo svezzamento vegetariano, vi invito a leggere l’intervista al pediatra Leonardo Pinelli, uno dei medici di riferimento in Italia per la dieta vegetariana dei bambini ed adolescenti.

Legumi e cereali integrali in chicco giovano di un ammollo preventivo per eliminare delle sostanze che rendono più difficile l’assorbimento di alcuni nutrienti, per saperne di più potete leggere il mio post sull’ammollo di legumi e cereali. Basterà immerge i legumi o i cereali in abbondante acqua per 6- 8 ore, aggiungendo un goccio di limone, un cucchiaino aceto di mele o un pezzetto di alga kombu, quest’ultima può essere usata anche in cottura. Una volta buttata l’acqua di ammollo, procediamo alla cottura in pentola o, se come me andate sempre di corsa, in pentola a pressione. I tempi di cottura in pentola a pressione per i legumi ammollati sono di 30 minuti per i ceci, 20 minuti per i fagioli, 10 per i fagioli azuki e 6-8 minuti per le lenticchie. Potete anche fare un soffritto veloce di cipolla e carote in pentola prima di aggiungere i legumi e coprire con acqua.

Parlando invece di proteine animali, vi riporto sotto le quantità di carne consigliate dalla mia nutrizionista, Dott.ssa Gabriela Bioni, nei vari mesi dello svezzamento, misurate con il cucchiaio, credit comidadebebe. Ho seguito queste quantità per la carne e per pesce. Per l’uovo invece, sono partita con 1/4 di uovo per bambino a 6 mesi ed adesso a 8 mesi sono arrivata a 1/2 uovo per bambino, cotto in un piattino a bagno maria, o in pentola con un po’ di acqua e olio EVO. Come spunto di riflessione sul consumo di proteine, vi invito a leggere la trascrizione della conferenza del Prof. Franco Berrino su “Il cibo del bambino“.

ORGANIZZARE LA DISPENSA PER AVERE SEMPRE UN PIATTO NUOVO

Il mio consiglio è di ritagliarsi un intervallo di 3 ore alla settimana in cui fare la spesa e cucinare e riporre tutto piccoli contenitori mono porzione da congelare. Io, ad esempio, ho scelto il giovedì mattina, giornata in cui ho sempre qualcuno che mi aiuta a sistemare la cucina, devo solo ricordarmi mettere in ammollo i legumi la sera prima.

La prima settimana ho cucinato due combinazioni di alimenti, in modo che congelati potessero servire per più di sette giorni. La seconda settimana ho preparato una terza combinazione di alimenti, ed ho quindi aggiunto alla scorta del congelatore un terzo tipo di pasto. Per variare le proteine animali, etichetto sempre i vasetti come “pollo”, “pesce” o “uovo”, quest’ultimo però lo aggiungo al momento e non lo congelo!

A fine giornata prendo un vasetto dal congelatore e lo trasferisco in frigo. Il giorno dopo, basta scaldarne il contenuto in pentola ed….il pranzo è servito! Nelle foto sotto, nasello in crosta di farina di avena, risotto con quinoa, fagioli, zucca, broccoli e spinaci.

Ultimi accorgimenti

Cibi da evitare durante lo svezzamento: zuccheri (sull’argomento ho scritto un post su come identificare lo zucchero in quello che mangiamo), miele (può scatenare il botulismo infantile), sale (l’indicazione che ho ricevuto è di non usarne almeno fino al compimento di 12 mesi), latte vaccino e derivati (in Italia i formaggi e lo yogurt sono di solito ammessi ma in Brasile mi hanno consigliato di aspettare i 12 mesi), frutti di mare, semi e frutta a guscio, e tutti i prodotti che escluderemo usando un pò di buon senso, come ad esempio: bevande gassate, caffè, caramelle, biscotti e merendine, alimenti in scatola o comunque contenenti conservanti e coloranti.

Acquistare, quando possibile, alimenti biologici e offrire ai nostri pulcini solo verdura di stagione.  Sull’argomento vi consiglio la guida edita da Slowfood.it sul consumo consapevole di carne, pesce, uova e verdure, con i relativi calendari. Vi riporto anche la classifica stilata dall’organizzazione no-profit Environmental Working Group sugli alimenti che solitamente contengono più pesticidi, così potete valutare quali sono le verdure su cui vale veramente la pena “investire” nellla versione loro biologica.

Prima di salutarci…parliamo di popò!

Ricordatevi sempre che le verdure, le bucce ed i legumi interi sono particolarmente difficili, se non impossibili, da digerire a causa delle loro fibre, quindi non c’è da preoccuparsi se si ritrovano i pezzi nel pannolino….con lo sviluppo della dentizione, questo “problema” si risolverà da solo! Per facilitare, potete usare legumi decorticati (ad esempio le lenticchie rosse) o schiacciare bene i legumi con la forchetta o ancora togliere la pellicina dopo la cottura (come nel caso dei ceci).

Benedetta

Vi è piaciuto questo articolo? Presto pubblicherò anche le ricette per grandi e piccini, se siete interessati lasciatemi un commento o iscrivetevi alla newsletter!

Leave a Reply